Stupri, furti, omicidi. Come fare per arginare il problema?

domenica 21 ottobre 2007

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"La bella notizia, in apparenza, è che in tempi di magra il Comune di Roma ha deciso di tagliare gran parte delle sue consulenze. Quella brutta è che ne ha subito rinnovata una all’ex brigatista rossa Claudia Gioia proprio all’indomani della circolare sulle «linee di indirizzo in materia di affidamento di incarichi esterni e di collaborazioni coordinate e continuative» diramata dal Dipartimento della Funzione Pubblica.
La militante delle Unioni comuniste combattenti, condannata per l’omicidio del generale dell’aeronautica Licio Giorgieri, coinvolta nell’agguato del giuslavorista Antonio Da Empoli, processata al processo Moro, bloccata nel 1991 con il compagno terrorista Fabrizio Melorio mentre meditava un ritorno alla lotta armata, ha infatti ottenuto il via libera al rinnovo del prestigioso incarico al Macro, il museo di arte contemporanea del Campidoglio. Quattromilacinquecento euro, meno della metà dei dodicimila gentilmente sborsati dal sindaco per una consulenza alla signora Silvia Baraldini, condannata in America a 43 anni di prigione.
Al di là della cifra stupisce la tempestività dell’intervento di Danilo Eccher, direttore del prestigioso museo. A pochissime ore dalla circolare del segretario generale del Comune che ricordava espressamente di fare bene attenzione al conferimento di incarichi esterni «da affidare nel rispetto della normativa vigente e secondo le procedure indicate dallo scrivente con precedenti apposite circolari», il pupillo del primo cittadino premeva sull’acceleratore per l’affidamento dell’incarico bis all’ex terrorista. E questo nonostante la «richiamata necessità» - ribadita nero su bianco dal Campidoglio - di perseguire determinati obiettivi facendo fronte prima al personale interno e poi, eventualmente, a quello esterno. Sul punto, però, al museo di Testaccio fanno orecchie da mercante. Essendo una Unità Organizzativa della Sovrintendenza Comunale, il Macro è un museo pubblico a tutti gli effetti, soggetto alla normativa della finanza pubblica e costretto a sottostare a ferree regole gestionali che non prevedono, ad esempio, una politica «privatistica» che permette di scegliere quali servizi erogare (gestione mostre, allestimenti, trasporti, ecc) senza ricorrere alle previste modalità di procedure di gara pubblica. Con affidamenti diretti.
"
(da “IL GIORNALE” del 14 ottobre 2007).

SENZA PAROLE....

2 commenti:

Anonimo ha detto...

alla faccia del bicarbonato di sodio!!! avrebbe detto Totò...
i nostri figli devono sudare per cercare un lavoro ed invece questi signori terroristi sono agevolati dai lor signori della politica.

Anonimo ha detto...

andiamo a rubare così ci fanno diventare importanti.

Il rom di Appignano dove vorresti che sconti la pena inflitta?

Per combattere il fenomeno delle "belle di notte", quale soluzione può ritenersi efficace?

Quanti giorni di vita date ancora al governo Prodi?

Tra la Montalcini e Storace, chi rispetti?